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Luna Park
Il luna park si accende al calar della sera, un arcobaleno di luci che gioca con il buio, giostre che danzano come sogni e desideri, musica e profumi nell’aria, di zucchero filato tra le mani appiccicate di chi grida, ride e si diverte.
Salgono e scendono lenti i cavalli a dondolo, senza sosta, portando i loro cavalieri verso ricordi lontani.
La ruota panoramica sale piano e si ferma sopra la città, regalando dall’alto un attimo di bellezza mozzafiato.
Le montagne russe salgono lentamente verso il cielo, discese improvvise a testa in giù: urla nel vento che si trasformano in risate, paura e coraggio mescolati alla felicità.
Le macchine a scontro si rincorrono, urti che esplodono in allegria, tra inseguimenti e schivamenti, scintille di puro, gioioso divertimento.
Nel tiro a segno basta un respiro trattenuto, la mira concentrata; nei giochi di abilità vince chi osa e chi crede che un gesto preciso possa farlo sentire eroe.
Poi arrivano le attrazioni paurose: ombre che sussurrano, porte che scricchiolano, fantasmi e paura dura un attimo e si scioglie in un abbraccio.
Tra un viale e l’altro prendono vita gli spettacoli: maghi che sfidano la logica, illusioni che confondono la folla, acrobati sospesi nel vuoto, clown che trasformano la malinconia in un momento di gioia.
Il luna park è un mondo sospeso, una notte che non chiede età, dove ogni passo è una favola breve e ogni luce accesa ricorda che i sogni, a volte, sono solo un giro in più nel luna park.